27.9.05




Del pianoforte verticale di Matilde, oltre alla polvere ostile quanto il buio è precoce per via della esposizione della stanza, ricorda i tasti estremi: il primo e l'ultimo: parallelamente sordi. O meglio: capaci di suono opaco, come il martelletto facesse specchio e percuotesse sé - dando un lamento di limite.

Ha sempre cercato poi crede note simili, su lamine diverse, circostanze. Altre forme, anche