9.9.05




Un cane fedelissimo a un luogo, prima che ai tracciati neurali di un padrone.

Sta le ore a vegliare il centro vuoto della casa. Quando diventa cieco per la vecchiaia, a far pena non è il fatto che ciondoli in giro per le stanze, ma che dia e tolga dedizione a tutto, senza sapere.

Vedi una passione distratta immediatamente, riaccesa, che inclina, perde ore, flusso; il nastro balla, ci sono macchie di ronzio nel suono. Preme e sfonda con le zampe le scatole vuote. Gli tirano le frecce di carta, le penne, quelli nati parecchio dopo. Devono ridere, è nel testo. Comunque finisce prima; il più della materia è consumato.



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