
20.8.05
Sente di dover fare corpo tra il luogo - quello spazio breve - e il fatto che non abbia senso restarci.
Gli mette tristezza l'abbandono, quella nicchia, il giro mal completato delle scale, il fosforo di chiocciole intorno, pezzi di rami, dell'anno prima, o parecchie ore. E si decide.
Decide: si sposta. Non può vivere sempre lì. Non può passarci tutto quel tempo. Nemmeno è vicino casa; lo osservano, lo additano.
Anzi: non può neanche dire che ci vivrebbe sempre; è vero perfino il contrario, è a disagio; però gli accade di desiderare sempre di dire (o sentire che) «qui potrei viverci sempre».
Non si può lasciare, è un posto abbandonato
Gli mette tristezza l'abbandono, quella nicchia, il giro mal completato delle scale, il fosforo di chiocciole intorno, pezzi di rami, dell'anno prima, o parecchie ore. E si decide.
Decide: si sposta. Non può vivere sempre lì. Non può passarci tutto quel tempo. Nemmeno è vicino casa; lo osservano, lo additano.
Anzi: non può neanche dire che ci vivrebbe sempre; è vero perfino il contrario, è a disagio; però gli accade di desiderare sempre di dire (o sentire che) «qui potrei viverci sempre».
Non si può lasciare, è un posto abbandonato
16.8.05
Non c'è necessità di premere contro il nervo per vedere cristalli dietro oggetti. (Le esegesi esatte). (Riflette: endogenesi).
I colpi dal piano di sopra. Passa fuori un'acqua e senza dubbio qualcuno bendato per scherzo.
Come non avessimo già abbastanza vuoti di memoria e potere, ora questa pioggia sottilissima
I colpi dal piano di sopra. Passa fuori un'acqua e senza dubbio qualcuno bendato per scherzo.
Come non avessimo già abbastanza vuoti di memoria e potere, ora questa pioggia sottilissima
14.8.05
Avanzando la luce cancella dove ha origine.
Casetta viola della prigionia, l'ombrello all'entrata del museo, le smancerie, ben tornato. Dalla cima il figlio del becchino è molto rispettato, ingoiando riavvolge la fettuccia centimetrata.
Saluta con uno sguardo verticale. Ha occhio per le dimensioni, dimestichezza con il freddo. Conosce tutti, dicono tutti
Casetta viola della prigionia, l'ombrello all'entrata del museo, le smancerie, ben tornato. Dalla cima il figlio del becchino è molto rispettato, ingoiando riavvolge la fettuccia centimetrata.
Saluta con uno sguardo verticale. Ha occhio per le dimensioni, dimestichezza con il freddo. Conosce tutti, dicono tutti



