18.3.07




una vecchia scosciata grida con disordine di atti. il cane è suo, defeca sulla corsia di sorpasso. trascinamento. telefona. va verso la telefonata. la comitiva di spagnoli che chiede informazioni mentre il lago di sterco si precisa. è passato così tanto tempo dall’ultima volta che ci siamo visti. al rettilario. il racconto di j., avvicinando allo specchio. pudore, di: ha mescalina in sacche da viaggio. edizioni economiche del ramo d'oro. i doppi e tripli vetri della banca. scuse meccaniche e in serbo. registrate. in loop, in inglese, delle vasche di tè appena fuori città. alcuni gesti, ma noncuranti

26.2.07




il protagonista ho lavorato con le due ragazze era un po' spinto ma non erano miei attori per cui non ho letto il copione. tu sai che ti ho già detto di no come cambiare agenzia. vittoria è molto brava, ha iniziato in un bar porno dentro l'ospedale. si divertivano molto poi per le finzioni. il regista cambia la scommessa all'ultimo, un truffa come pochi. a milano sono molto bravi, vendono frigoriferi, una struttura di ritiro, book di fotografie. pensano, pensa. si possono ordinare per posta. te li portano morti, anziani, cotti, lunghi, larghi, come li vuoi. anche orientali. hanno anche gli indiani. il loro inglese metallico.

14.1.07




perdono il linguaggio ma trovano una banda magnetica. poteva essere appoggiata su qualsiasi traccia di luce, e la deviava. questo non li conforterà, forse, anche perché dimenticano continuamente tutto appena lo percepiscono, non avendo parole in cui riversare alcunché. ma la considerazione dei piccoli flutti non può esser tolta loro. un numero di mari. guardando dall'esterno, se un esterno ci fosse stato, qualcuno avrebbe potuto dire che ne andavano orgogliosi

26.12.06




l'ombrello bagnato della camicia a scacchi più da lontano pronome o due pronomi 5568telefona in remoto dal fuso orario uno-due scatti sotto la volta ombrello ritto passa che passando comunisti normali parlano progressivamente, c'è un progresso. la scuola pagana, le scuole archeologiche i primi anni trenta stringhe abbastanza lunghe schermo abbastanza stretto stanno che ha le plastiche sotto le unghie b plastica sopra il corpo perché piove a-v autorev. latex un: silenziatore, delle: frasi assolutamente generiche e fredde, una sostituzione di turisti sulle panche dove mancano il latte può sostituire in effetti facile le frasi può sostituire l'osservazione sta lavorando, rispetto, rispettivamente. dispetto

16.12.06




vorrebbero fosse mattina dal fondo della vettura. tra loro due, do not. / siero. vanno nella stessa direzione allora. vanno però nelle stessa direzione. sottintendono è chiaro. ovviamente se iniziassero a parlare litigherebbero. bahlsen e confetti, confortanti. un gruppo di avversative. nella borsa impermeabile. sono necessarie le pastiglie disseccanti, per l'accumulo di umidità. eat. quando passa sopra le griglie sobbalza. li tiene insieme un legame legale sono estranei per tutta l'estensione del linguaggio che resta, del resto.

un colpo di tosse del balivo cambia l'idrografia della regione. una morte nel 1770. una a napoli nel 1771. canti curativi. pensa quanti miliardi di ossa sotto terra. pensa quanta tosse che credevano. periodi di carestia, curva di livello, c'è il rigelo, seme sotto, mese dopo, tabella oraria per l'arrivo della ferrovia, ulivi, fosse, carne, minacciata, macinata, unghie del muro, è arso, fittoni schegge mani senza due tre dita. i micini si contendono il filo dall'intestino. tessuto del. si aza a fatica. diglielo a samuel, o a sam, è lo stesso. torna indietro per cambiare il prodotto scadente, torna indietro - non c'è più quel corridoio dietro di te. riarretra, inutile. tenta. inutile

19.11.06




del resto ha fatto sempre così. osservato, non ha risposto all'osservazione. c'è per lui sempre un'interpretazione da dare ai segni, cosa che notoriamente invece non è.

il conducente dice alle otto e mezza. angeli di panforte. senti, per il resto bene? io il primo dicembre se finisco presto. centottanta metri quadri ma li lascia sfitti perché non vogliono dargli quanto chiede. dillo.

in vacanza a chiaromonte. madre a riviera. lo stesso determinare quanto cambia. è uno scrittore? scrive continuamente. e cosa scrive? posso farle una domanda?

8.10.06




da protagonisti, direttamente nel form, da differenza, da posizioni diverse, che se fossero state diverse, non erano diverse, usa la virgola per separare l'affermazione, come si vede, come non è visibile, come appare direttamente dall'inquadratura, come se fosse semplice, pensa di essere semplice in questo modo, sa anche che in questo modo o in un altro non è importante, sarebbe importante la porta serrata, non entrare nel magazzino, rifiutarsi di uscire in parallelo, certo le due cose sono legate, rifiutare i legami, anche, ma tra il dire e il fare

25.9.06




riarma però non sente l'esterno passa dentro. dalla lettera, dall'alfabeto, da meno. la stessa. riappare che canticchia il piccolo in inglese, conosce la sfera, l'insetto la spezza. l'auto frena è esattamente. continuamente non sa andare. potessero, questi avessero detto / non hanno detto / ha presentato i documenti. così coesi. sarà: "italiano". è o sarebbe: "una parola buona". dìgliela per il piccolo / mulo che trasporta le armi, che non è visto. i visti, il traslitterato. potrebbe essere. una cosa che continuamente è, che è inutilmente

3.9.06




als non sé. vedi? percepire bene: avanti. testa (la, lei). se ne capovolge. domino. punti della bambola: via via poco visibile. è visibile, res. di righe, che avide. sé che i capelli, e di celluloide, e vera gialla: sé che: strisciano. del pavimento è i passi avanti un po' lenti un po'. c'è, è la testa petite nene è la plastica. ne gratta l'eco le. più vuoi buio un più marcato. non nemmeno. la calotta, ne rovescia. ad, non. non si distinguono i muri, o finisce. breve, chiasso dei topi. strisciatura. binari del grasso. stria. «non vedo bene aiutami»

20.8.06




all'improvviso come indebolito svuotato. accanto il passaggio. accanto a, del: vampiro e: della pornopinup. pausa. sa, mi aveva gettato.

i due avevano oltrepassato. sa in ogni. accade in tutte le direzioni.

il lungo impermeabile gli copriva il volto inguine che alla peste, che di si dice doppi. al cambio dei cavalli.

gli consegnarono una piccola bara giocattolo, senza denti. posticipata, visita, ventuno, voir, avoir.

il portone si spalancò da sé. dal buio emerse che una sigla lo rastremava. c'erano diverse donne intorno sussurrava cherchez non aveva fratelli però, o sì.

allora dal buio lo riconobbero: freud

12.8.06




divisione, museruola sporca, con l'elastico mangiato, due candele sporche, spostate sul tavolo della terrazza, al sole, il sole è forte, inizio agosto, le candele fondono, sul piano di formica. il calore allo stesso tempo fa facile scrostarle, tirarle nella valle. un'angoliera di fine ricamo metallico bianca da giardino, su, un santo di plastica nera e grigia. l'angoliera nei suoi punti non verniciati la strappano le sue ruggini. due sottovasi, celluloide verde bottiglia, paniere arancio e blu, se mezzo manico staccato. se è felice che si sono rivisti, rete, l'albero parassitato dall'edera, era molto. un piano orizzontale di compensato, vernice, o bianco e rosso acceso, era della cameretta. la lavatrice perde, durante tutto il ciclo, anche dopo. non si può aggiustare, si può, per una rinuncia, per una differenza. dormono, sera, nemmeno. un nuovo modulo d'ordine, un telefono, date successive. la situazione è continuamente compromessa. toglie i piedi i marmetti quando loro entrano. non entrano più, era tutto cambiato. non abitano più qui da div - non abitano più qui da - non

31.7.06




per coerenza avrebbe / che non le avrebbero detto altro che questo hai fatto il tuo / dovere standogli / che per non aver voluto riconsiderare / per coerenza diversamente da tutti gli altri.

la bilancia consiste in metà bilancia.

tutte le parti staccate se coerenti possono essere invece da quel centro / di quella differenza tra quello che sarebbe stato e il tolto. / pane che viene dal differire

19.7.06




impiega molto tempo, l'esterno. noi cosa abbiamo al telefono un'ora ha mandato l'aggiornamento cede subito. anche lei come me appena rientro fa sapere non c'è di nuovo le copre rimanenza il carattere giallo maglia. al pos entrando dx ambasciata cile sx di struttura grigia le retroversioni dei viaggiatori come gli indovini siedono nei sedili posteriori senza meglio, / , v che dice scri p test pesta su n tasti. senza pensare è meglio una timidezza della ragione come una veletta. uruk. le torri minacciano. ronzio, cervi vol., know how. crete, listelli. bande cuneo. un segno un oggetto. attività onirica. flussione di segni. un segno, meno un oggetto, meno un segno

29.6.06




stesso luogo altra data. parlano del quadro che raffigura sale no raffigura secondo me un prelato. un alto. significa dice che significa, volta, una riga, due righe di più, in meno, eccetera. il mezzo cambia la comunicazione. cabla. il fondo è molto buio. può essere un pregio. può al contrario. freddo che gli viene incontro, gli apre la porta, è solo col suo dio io. storia delle originali. sì ma appenderselo in casa alla parete è un'altra faccenda. non dico mai ma non sempre funziona. e comunque non alla cifra che pensate. e quanto di meno? la metà se va bene, ma proprio. è sempre stata una questione di gradazioni di neri. già. ricordo anche la mia casa. beato averne, cose così. ma poi non acquistano valore. dice con il tempo. quale tempo. quello a ci si muore, ridono ride smettono. mela, caffè. kulturgedichte

18.6.06




al piano rialzato del bar e separati al tavolo cath. militaria. se sei di trecento no costo più così al massimo arrivo fino a sarajevo. lei come a a saperlo se ne accorge la lettura accanto, d'angolo non proprio d'angolo, ridono, non si accordano, non c'è accordo sul prezzo, si alza per vedere se il successivo arriva. fa tutte queste cose agganciate insieme mi fanno soffrire. erano dei racconti quando ci siamo visti l'ultima volta e lui era molto piccolo. chiara e gabriele. a quell'età soprattutto che fai studi mi sono alzata alle sette e mezza ma lui dorme ti vedo benissimo non dirmelo incontratevi lei è con un altro vorrebbe continuare dobbiamo salutarci non c'è proprio il minimo accordo sul prezzo mi dispiace non posso proprio è una questione di listino.

4.6.06




sotto il portico dà le piccole dimensioni, che il motore del martirio guarda giù, che trova due mazzi nuovi e li mescola però non estrae.

dopo li lascia sul ripiano, dopo sul gioco di frassino del figlio, dove dopo sono le due lettere greche. piuttosto tira falda, filiere, drappo dimesso due giri, si avvia a due metri il suono della caldaia, di qui a poche ore vedrà, di qui a due stanze, abitabili, le saranno amiche, sarà più felice, i truccatori vanno via adesso,

che le cose sono come prima, che le variazioni si vedono / vedranno solo nel tempo, che si: ricomincia domani

21.5.06




versorio è del revertere. è: ha più bianche cose allineate alla parete. è il relais, dà attenzione al riflesso. è un: evita di dire la casa riflessa non è la stessa cosa. neanche non riflessa è tale. decide di no dicendo. riavvolgerebbe ma non ha nastro

8.5.06




si preparano a smettere. con il lungo foulard cinese cacciato giù in gola piange e soffoca e i bambini a bocca aperta lo guardano come facevano al circo non volendo poi troppo aiutarlo. attratti, e astratti, imprecisi per come compaiono di tutto lo spazio delle loro esse francesi

le due amanti albine arrivano a sedersi proprio qui dove il fotografo ha il dovuto. annota gli scatti i mancati, costo delle sacrificate. apertura alare è il doppio.

c'è un progetto di premiazione, è contorto senza basi. scatola: è la stessa delle cupole, se il verderame non smorzasse il discorso prima del principio, come fanno le parole in prua, a reticenza. una mela gialla e una meno aspettano sul tavolo. la raffica in impulsi dal telefono di servizio.

rubava le monete dal cestino del vero falso cieco, le due l'hanno vista, non si sono interrotte: il tipo col fazzoletto in bocca era in agonia giusto lì dietro, ricordava pala d'altare, senza parole, un frutto rimasto intatto porpora pallido. due versi in latino, già, una crocetta, tutte le proli

23.4.06




si mette sulla porta per proteggerlo mentre lavora dentro a chiudere l'esterno della porta a oggetti. cose verso fuori. inscatola, imballa, si addormenta per il poco sole, scarso e niente e l'altro lavora. prosegue a chiudere, vorrebbe essere d'aiuto, non ha occhi. agita per aprire internamente, come se sognasse perché sogna. vento, delle raffiche, può passare sull'androne, l'arco. verso la soglia crede non torneranno non rimetteranno la rete, il filo spinato. lucreranno dopo. vanno tenuti lontani. rimane all'inizio per questo. dal forno il pane. si brucia se è pieno. costa continuare. o è il marmo, una pietra che serve

16.4.06




guardano la cartina la strada. salaria strada del sale / la coda raccolta sulle: spalle, una produzione / giochi erotici russi una fattoria / riadatta. massacrava piccoli animali / viene macellato per errore il suo stesso / macchinario avanzato di produzione / piccole banchine di si appoggia all'anello d'argento / non potendo non avendo figli bruciarne di propri / siede sulla via. le portatrici lo pagano passando / la polizia si ferma a fumare con lui. / alberatura

8.2.06




in mezzo a nemici il doppio, e le assi normalmente inchiodate, su post-it di 4 centimetri, in piedi in autobus, ovviamente, non ovviamente, nella grafia nel nome se orizzontale, immateriale più o meno, più meno che più, al posto di tutto il resto con la vertigine dei farmaci, venti-trent'anni consecutivamente, in piedi anche a casa, un giorno tolto e di notte, per condizione di clandestinità ma senza parlarne agli altri identici, perché è necessario, tolta la sicura, con tutti quei vetri intorno e dentro e dagli specchi, con moto riflessivo, si direbbe, sbagliato, cadendo o no, ricadendo come in una rinuncia a sfebbrare, tra le pile della carta, la stoffa cedua, a peso anche beffardo, in bilico, su mezzo piede solo, oltreconfine a margine del bosco, in assenza, con una giustificabile miseria, per certi aspetti anche in maniera malata, e resistenza e corazza, al riparo della clinica, l'occhio clinicamente vivo, agitando il dolore circoscritto come un ago, per una volta per molte volte per scucire punto punto il passaggio nel paesaggio avanti, disunire i lembi dentro, passare sì avanti dentro, precedere, vuoto in vuoto, venire dentro

25.1.06




uomo che vernicia una cabina, due ore, la cabina isolata, semiasciutta, di/delle quasar, poi: spostamento degli oggetti se sono molti e ingombranti anche rumorosi, da A a B, poi a C, cruciale. ma l'affiancarsi dei treni è comunque lentissimo per via del passo della pellicola, è sbagliato il proiettore, non si mettono mai d'accordo, di una scimmia che risale l'ago dello sperimentatore, rientra nel cartiglio, a fare il capolettera, il rosso, sette ottocento morti per metro quadrato, indovinano giusto, lei spedisce una copertina con un rebus che - risolto - dà il suo nome, tranne una lettera, ma è senza motivo. la sera è emessa come per un debito o rammenda, beve fuori dalla murata, i tubi sono accatastati a tenda, sono diligenti, gli oggetti vengono presi dal punto C e gettati nel buio esterno

5.1.06




Lo scatto di serratura che dà dicembre, invecchiate di un anno le ante, lo dà la piazza vuota aprendo. In mezzo al semiarco di panchine. Via subito in troncamento. La polvere, dice lui osservando da casa, si accumula qui sulle cose come le guardasse. E volesse proprio a loro dire poco, copre di sguardo - una tenda tirata o un tovagliolo che nasconde male degli eccedenti per niente chiari.

Ma, dice lui balbettando intenzionalmente sul verbo «balbettare», è così che l'intero sentire e sentirsi funziona. Dichiarazioni inverificabili.

Guardare è comunque: cercare di incastrare un colpevole che sorride e ha sulla coscienza molti più crimini di quanto immagini. Più crimini, meno immagini. Tò, uno slogan. Si stacca allora dalla finestra e dal pensiero di scendere nella piazza perché entra - con uno strano gesto delle spalle quasi invece uscendo o come un'ombra sbagliata - Falsch nella stanza

25.12.05




dice di volerlo dire, è il corpo che intercetta troppo di dissipazione - questa lo eccede, da ogni lato. nella stanza e fuori, nella storia. dalla famiglia è stato è in assenza, gli sono tolti i getti d'acqua, il secchio di latta accostato al muro. nel secchio ossicini minuti. da dentro dice le porte sono scritte dalla reduplicazione della luce, incise, portamenti. sono cose addobbi messi dei giocattoli mancati, sono stati dovevano buttarli, li hanno conservati a vedere che ne avrebbero fatto i ragni i topi il tempo grado a grado, i gradi dell'orologio, il volano nero che ne slancia

14.12.05




crea altra distanza poi tutto qui l'innamoramento - parola esatta - per l'eco cuce svolge la grottesca e storia legata come tutto al fronte o costa che lì prende spazio lascia margine, si stacca, non appartiene: meglio: non appartiene al campo di variabili introverse, soggetti di percezioni.

quando poi la costa è terminata e il tempo finito, il secondo organismo emette una copia. si duplica. non cura il suo doppio

13.11.05




alcuni avanzi di leggi di un antico popolo più forti e sensibili come scrive tertuliano. ma io, destinato dalla providenza a riempiere un impercettibil vuoto, dico, non trovo una futura condotta

31.10.05




Nel cortile e vento opposto del principio del mese di luglio sa tuttora cigolare una delle due porte petrolio-legno. Si spalanca per far entrare festa di due occhi, il lutto di una coda di parenti, buste brune di carta, che scricchiolano, un'albicocca o solo una sezione marcia lanciata dal cieco al primo piano. Lo spessore delle lenti. Sul sangue buttato radendosi ora il prete passa la picca d'allume. Uscendo da una ringhiera rossa come a ponte il topo già salito dalla gronda al mezzanino indaga e guadagna altri metri, fa un tuffo tra le foglie, sono di qualcuno. È femmina e depone nei giorni cinque dieci sacchetti di fame e siero che digeriscono subito il mondo, lasciando i piccoli fori bruciati, strappi, escrementi poi la gloria di una carcassa di stoffa e setole dove tra l'erba alta, lo spigo e i forasacco, una stadera di sola ruggine apre le braccia a croce per dondolare fune, assi e leve: avevano cercato facendo forza di schiodare un motore, lì. Nel resto del prato dietro. Resti di spazio continuano a picchiare nei resti di tempo, cose, qualcosa di quanto detto annotta, fa vecchio, viene calciato giù per i gradini dai nuovi padroni, che una con i capelli rossi osserva senza ridere ma piegando di lato la testa. Come se torcerle appena viste fosse inclinarle verso una trappola, una punta di ferro

9.10.05




sono gli stessi gesti delicati intorno alle ossa, come muove ancora più delicatamente e in fondo è un omiccioletto che rientra agli orari, riesce nel buio della madre. si ripete cose sulla memoria, nelle prime facce profonde la mattina, più asciutta.

e da quelle (le ondulazioni delle foglie) buoni o non buoni oracoli logici. dalla metro cinese, Ez e da quella il disporsi del doppio suono dei messaggi: segreteria. in/out.

povertà raddoppiata permette al tempo di: essere attraversato da chi è solo ricco di: porzioni di alfabeto. l'olfatto avverte delle morti in casa, tutte tranne una.

27.9.05




Del pianoforte verticale di Matilde, oltre alla polvere ostile quanto il buio è precoce per via della esposizione della stanza, ricorda i tasti estremi: il primo e l'ultimo: parallelamente sordi. O meglio: capaci di suono opaco, come il martelletto facesse specchio e percuotesse sé - dando un lamento di limite.

Ha sempre cercato poi crede note simili, su lamine diverse, circostanze. Altre forme, anche

18.9.05




molte persone visitano la città nominata. Un programma da caricare e ricaricare perché il supporto magnetico salta. Così la forma e architettura, se è, ripete anche nei tempi personali il profilo di riscrittura. Non solo le sconnessioni delle pietre, le targhe, gli ordini e stili o tempi sovrapposti fanno cenni di rinuncia, posto revocato; ma nelle sagome mosse che li attraversano si accatastano le lamelle scritte, impaginate, pensano di continuare a mischiarsi. Dal palazzo di fronte tutte le mattine il giorno prima c'è un'altra figura che saluta con intenzione, non da capire; logicamente non accenna. Poi la memoria osserva bene, vede che era lì anche ricomparsa, inventariabile. Posava da prima. È murato e lascia. Anche, lo specchio l'istituzione assiale. Non si sa di chi. A mezzogiorno un piccolo gruppo di operai smonta e svelle, no alle due il fondale non è spostato, alle cinque via tutti tranne il luogo

9.9.05




Un cane fedelissimo a un luogo, prima che ai tracciati neurali di un padrone.

Sta le ore a vegliare il centro vuoto della casa. Quando diventa cieco per la vecchiaia, a far pena non è il fatto che ciondoli in giro per le stanze, ma che dia e tolga dedizione a tutto, senza sapere.

Vedi una passione distratta immediatamente, riaccesa, che inclina, perde ore, flusso; il nastro balla, ci sono macchie di ronzio nel suono. Preme e sfonda con le zampe le scatole vuote. Gli tirano le frecce di carta, le penne, quelli nati parecchio dopo. Devono ridere, è nel testo. Comunque finisce prima; il più della materia è consumato.



[low-fi]

28.8.05




1.

auto e cassonetti in fiamme l'attrice colonica. deve rispetto al 2004. i carabinieri industriali indagano dal marito di acque. nell'aia di casa "possiamo vincere". ivan di sette anni nel parco anche la sicilia, a due anni dalle nozze. quattro in tre. i prezzi vittima. ma agiremo con prudenza senza toccare gli italiani: messo sotto. verità. due reti e un palo. al paese serve


2.

"rispettate le leggi" integrale davanti. pareggio. elettrostimolatori. ai ministri obbligo la relazione per i membri. l'unico parametro è la conformità alle norme. daremo comunque i veleni: horus. addio, manca la credibilità. opzioni vantaggiose morti per la banca. l'unico parametro è mazzini. minacciava gli imprenditori. francia cartuccia e belgio a lampedusa. chiedono catanzaro. "dovete rispettare le regole" racconta la tua estate. nessuno fa niente

20.8.05




Sente di dover fare corpo tra il luogo - quello spazio breve - e il fatto che non abbia senso restarci.

Gli mette tristezza l'abbandono, quella nicchia, il giro mal completato delle scale, il fosforo di chiocciole intorno, pezzi di rami, dell'anno prima, o parecchie ore. E si decide.

Decide: si sposta. Non può vivere sempre lì. Non può passarci tutto quel tempo. Nemmeno è vicino casa; lo osservano, lo additano.

Anzi: non può neanche dire che ci vivrebbe sempre; è vero perfino il contrario, è a disagio; però gli accade di desiderare sempre di dire (o sentire che) «qui potrei viverci sempre».

Non si può lasciare, è un posto abbandonato

16.8.05




Non c'è necessità di premere contro il nervo per vedere cristalli dietro oggetti. (Le esegesi esatte). (Riflette: endogenesi).

I colpi dal piano di sopra. Passa fuori un'acqua e senza dubbio qualcuno bendato per scherzo.

Come non avessimo già abbastanza vuoti di memoria e potere, ora questa pioggia sottilissima

14.8.05




Avanzando la luce cancella dove ha origine.

Casetta viola della prigionia, l'ombrello all'entrata del museo, le smancerie, ben tornato. Dalla cima il figlio del becchino è molto rispettato, ingoiando riavvolge la fettuccia centimetrata.

Saluta con uno sguardo verticale. Ha occhio per le dimensioni, dimestichezza con il freddo. Conosce tutti, dicono tutti

13.8.05


sa come funziona il movimento di annottare. il magenta-blu che è negli sterri negli sbancamenti delle vigne dove è morta per trent'anni





Se deve immaginare la madre di un padre pensa a donna con gli occhi azzurri che suona tutta la Kreisleriana a mente fissa sguardo assurdo alto sul piano verticale perfettamente scordato intorno intorno una cura di capelli bianchi. Tre gemelli down grassi con cataloghi in mano danno ordini alla sicurezza del fattorino un due tre la spoliazione delle pareti, l'imballaggio delle specchiere, arabesque arabesque, i libri negli scatoli, bourrée?, non, intarsi i dipinti, Schnell und spielend, e e le suppellettili, un cavallino impagliato, quattro X, cinque ipsilon, il bacile. Cavano il cappello aurevoir madame, nemmeno aspettano abbia finito di suonare sono usciti. La musica si smorza nella nota coronata, lei volta intorno tutta chissà gira lietissima fa. Va alla finestra unica cosa rimasta insieme al cavalletto con la natura morta che stava dipingendo in tinte brune, tiepide buone, con una due mele immotivate guarda fuori la meridiana in angolo con pomi finito è la sera sposta tutto un celeste meno affilato degli occhi - fa niente - fuori freddissimo il fosso i fossi le rame profilate dure lo strapiombo alla fine del castello, vento, la stanza mangia dentro ombre come un pupazzo cavo dove lentamente si cacciano stracci grigi poi è pieno.

Si volta, guarda intorno - la camera. Stata svuotata. Dice oh; va in cucina per qualcosa da mangiare. (Se qualcosa).

Gli altri sono morti tutti. Anche lei è morta, fa niente; prima che il corridoio sia finito prima della cucina prima che il gatto lei sarà lieta trasparente sparita niente. Aria


dove sono (




Il gattino continua a piangere dietro il compensato. La mano arde.

Insistenza - ecco.

Se costassero meno. Ci si potrebbe andare ad abitare; gira la pagina, forse sulla successiva. Sì, sarebbe possibile. No, vedi?

Però. Qui hanno disegnato del verde.

Vuol dire che c'è?

12.8.05



11.8.05


Sulla pellicola la seconda immagine dell'incendio si sovrappone alla prima e la brucia.

Le persone di fiducia del magazzino entrano nella luce della vetrina con le assonometrie sottobraccio, fanno vedere il progetto al tesoriere. Questo scuote la testa dietro le bende (volando si è ferito), disapprova, rinvia l'incontro, gli altri insistono, lui osserva la carta millimetrata senza crederla un buon resoconto.

Dalla scatola del vetraio esce appunto la coerenza di un vetro. Ottanta per ottanta. Un millimetro più largo dell'incavo dell'impannata. Non può romperlo per disperazione, non ha righello né diamante, dovrà tornare. Sono le scale a scendere.

Esce dal portone, nel trapezio di terra battuta dove un po' far la spesa un po' rigettare la memoria.

Eravamo stati meglio, ieri, scrive nel semisonno. Scavano delle forme con metri di acciaio verso l'alto, si sveglia prima di capire di che si tratta. Poi sono passati diversi spazi di tempo, si volta. Lei non ricorda, lui nemmeno. Il fuoco è prima

10.8.05




[ e : spostamento al margine centrale della stagione ]


Endoglosse
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10 agosto 2005



questa pagina web nasce in virtù della natura e struttura modulare delle Endoglosse - uscite in varie sedi, in rete e in rivista .

in questo spazio le prose, nuove e non nuove, hanno altri codici ai margini: le immagini. del tutto indipendenti dai testi. o no.